UN VIAGGIO VERSO IL BENESSERE
 

PANCAFIT®

 

 


Che cos'è PANCAFIT®?

Pancafit® è un attrezzo multifunzionale che permette di eseguire uno stretching completo e bilanciato. Migliora la postura e consente ai muscoli di ritrovare la dovuta lunghezza ed elasticità. Studiato per essere utilizzato con estrema facilità, è dotato di piani che fungono da guida ai movimenti corretti; mantiene assetto corretto la colonna vertebrale, assicurando così un giusto assetto posturale nello svolgimento degli esercizi. Il lavoro eseguito con Pancafit®, include anche un miglioramento dell'attività respiratoria; il diaframma, muscolo principale di questa funzione vitale, è, infatti, strettamente connesso con la colonna vertebrale e tutti gli organi interni. Pancafit® è impiegato sia nel campo della salute fisica che in quello del fitness. Le principali cause di retrazioni muscolari in grado di alterare una postura corretta, infatti, possono avere origine non solo da stress, tensioni emotive, traumi, incidenti, ma anche da una vita sedentaria o da una attività fisica eccessiva o eseguita in modo sbagliato. Qualsiasi articolazione che si trovi a lavorare con un eccesso di "compressione intrarticolare" o che lavori fuori dell'asse fisiologico sarà inevitabilmente soggetta a patologie più o meno gravi: borsiti, sinoviti, artrosi, blocchi articolari che porteranno a lombalgie, dorsalgie, cervicalgie, ecc. Chiunque, pertanto, può utilizzare Pancafit: dalla persona anziana, a chi fa sport o palestra. Agendo sull'allungamento dei muscoli antagonisti, permette agli atleti di ottenere una maggiore coordinazione neuromuscolare e, quindi, prestazioni sportive migliori. Notevoli sono i benefici anche in caso di tendinite, strappi muscolari, ecc.
Obiettivi di Pancafit®:
La perdita di lunghezza muscolare e la rigidità articolare, sono la diretta conseguenza delle tensioni cui quotidianamente sottoponiamo il nostro tessuto muscolare. Spesso motivate dal dolore o da problemi fisici, le persone corrono in palestra a fare stretching, nel tentativo di recuperare l'elasticità, la mobilità e la salute perduta. Ma se fino a poco tempo fa ci si accontentava di una qualsiasi forma di stretching, Pancafit è ora in grado di proporre uno stretching più efficace, corretto e senza effetti collaterali; gli esercizi che si possono eseguire con quest'attrezzo, permettono di agire in modo globale sull'intera struttura muscolare e non a livello locale o settoriale come avviene classicamente. Quando si parla di Pancafit®, si parla quindi di "stretching globale decompensato". Quando si fa dello stretching classico su un muscolo o un gruppo di muscoli, si ottiene una parte d'allungamento delle fibre interessate direttamente, e una parte di "falso allungamento" viene "preso a prestito" da altri distretti muscolari, che si vedono costretti a cedere momentaneamente una parte della propria lunghezza. Tale meccanismo di "prestito" (che darà una falsa mobilità), viene definito compenso. Per fare un esempio pratico, permettere un compenso muscolo-articolare mentre si fa dell'allungamento muscolare, sarebbe come avere un lenzuolo corto e cercare di coprire la parte alta del corpo scoprendo i piedi e poi cercare di coprire i piedi scoprendo ancora la testa: sposteremmo momentaneamente il problema da una zona all'altra. Permettere un allungamento settoriale che non sia accompagnato da un allungamento globale sarà interpretato dai centri nervosi superiori come elemento destabilizzante della postura. Questa "destabilizzazione posturale" creerà un allarme ai recettori e ai centri nervosi superiori i quali, a loro volta, imporranno alla struttura osteo-musco-articolare il ripristino della condizione posturale precedente o un equilibrio vicario. Un allungamento globale decompensato lavora invece sulla struttura corporea tenendo conto dell'insieme e nel rispetto dell'anatomia e della fisiologia articolari.Attraverso uno stretching globale decompensato, si andrà inevitabilmente ad agire verso quei muscoli o distretti muscolari responsabili in primo luogo di posture scorrette, algie, alterata percezione del corpo, scarsi rendimenti sportivi, cattive sinergie muscolari. Agendo dunque sulle catene muscolari.Le catene muscolari sono rappresentate da una serie di muscoli interagenti fra loro, che abbracciano l'intera struttura corporea, partendo dall'occipite e arrivando fino alla punta dei piedi.I singoli muscoli rappresentano gli anelli della catena, la quale comprende anche il diaframma.Da ciò si può dedurre che un corretto allungamento muscolare globale decompensato non può che includere anche una corretta respirazione. Lo scopo principale dello stretching globale decompensato è quello di agire in direzione della causa primaria; quella causa, cioè, che ha dato origine ad un effetto, un'alterazione posturale, che a sua volta causerà ulteriori dolori o alterazioni funzionali.Ogni trauma o dolore che il corpo accusa innescherà un sistema di "compenso antalgico" o di "compenso funzionale" (quel sistema che il corpo escogita al fine di non soffrire e poter continuare ad agire nella vita in base alle proprie esigenze).

Una fase iniziale di atteggiamento antalgico (ad es., una persona che ha male a un piede camminerà zoppicando al fine di evitare il dolore) implica una tensione muscolare di difesa momentanea; ma se tale causa persisterà nel tempo, quelle tensioni muscolari create allo scopo di evitare il dolore si fisseranno e diverranno irreversibili.Occorre ricordare che c'è differenza fra tensione e retrazione muscolare; la tensione può essere eliminata se la persona è in grado di rilassarsi mentre per la retrazione occorrono strategie mirate e specifiche, quali appunto gli esercizi di stretching globale decompensato. Pancafit® e gli atleti.
La preparazione fisica e psicologica è fatta di progetti, percorsi, tappe duro lavoro.Non c'è spazio per le debolezze, i dubbi, per gli "scansafatiche". Le energie dell'atleta devono essere incanalate, guidate e utilizzate in modo sapiente, con tecnicismo, scientificità e capacità di osservazione.Oggi non ci si può più limitare solo a un intelligente potenziamento, a un mirato lavoro di resistenza, a una dieta perfetta; è doveroso e fondamentale anteporre un'attenta e profonda osservazione di carattere chinesiologico e posturale.Quest'osservazione è necessaria per capire come un atleta si organizza nei suoi movimenti e nei gesti tecnici.Una postura alterata darà funzioni alterate; funzioni e gesti tecnici difficili o alterati daranno risultati compromessi.Potenziare una struttura muscolare con problemi significa potenziare anche i problemi stessi.Ecco perché è doveroso in primo luogo saper fare una valutazione di carattere chinesiologico e posturale, saper correggere le alterazioni e, solo allora, potenziare una struttura stabile e valida: avremo potenziato un vero atleta capace di andare oltre i suoi stessi limiti. Immaginiamo di avere una moto il cui freno è rimasto inavvertitamente un pò tirato.Il collaudatore, insoddisfatto del rendimento del motore, ordina al meccanico di aumentarne la potenza , ma il motore non potrà mai rendere al massimo. La cosa migliore sarebbe quella di allentare il freno per cui il motore, in modo del tutto naturale e senza sprechi di energie e distruzione dei freni, potrebbe esprimere al massimo la propria potenza.La stessa cosa vale per l'atleta. Non esiste corpo umano che non abbia freni muscolari, tensioni eccessive nascoste, retrazioni. In seguito a queste retrazioni muscolari che si possono paragonare al freno a mano rimasto inavvertitamente tirato, si può immediatamente capire che le articolazioni saranno uno dei principali bersagli su cui si scaricheranno le forze e gli effetti dei muscoli sempre tesi, retratti e con cattive posture. Se la preparazione fisica di un atleta venisse fatta tenendo conto di tutti i fattori posturali e chinesiologici necessari, in quella misura si avrebbe una riduzione di eventi traumatici e un aumento del rendimento atletico. La funzione principale dei muscoli è quella di far compiere movimenti al corpo grazie ad una contrazione.Sarà poi il muscolo antagonista che dovrà adoperarsi per riportare l'articolazione nella posizione iniziale, visto che nessun muscolo del corpo ha la capacità intrinseca di auto-allungarsi e di riportarsi da solo nella condizione iniziale.Avendo il muscolo come solo dato in memoria la possibilità di contrarsi, la tendenza sarà sempre quella di rimanere sempre un poco più corto di quanto non sia la sua condizione ideale per adempiere correttamente alle sue funzioni. Sia l'ipocinesia sia l'ipercinesia determinano una naturale tendenza al raccorciamento del muscolo: il tessuto connettivo fissa i sarcomeri in posizione non adeguatamente allungata e non permette più a questi di recuperare in modo autonomo la lunghezza iniziale. Lo stretching globale decompensato ha come scopo quello di ripristinare e mantenere una corretta postura, una buona funzione muscolare e conseguenti buona forma e benessere generale; un benessere e una forma fisica che possono essere conquistati attraverso un modo nuovo di lavorare sul corpo, un modo diverso di prendere coscienza di se stessi e di eliminare i propri freni, le proprie tensioni muscolari, i blocchi articolari, i blocchi respiratori, le cattive sinergie, gli scarsi rendimenti sportivi, le algie di varia natura.Proprio da ciò nasce un "atleta senza limiti".


     
   
     

   
     

 

   
   
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